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LA FAMIGLIA? MOTORE DELL’UMANITÀ

«La storia dimostra che eliminare il matrimonio equivale ad un suicidio»

 

L'auspicio è che i politici presenti «abbiano capito la portata storica e sociale del discorso di Benedetto XVI». Lo spera la presidente del Forum delle associazioni familiari, Luisa Santolini, in merito all'udienza concessa dal Santo Padre agli amministratori del Lazio. Il fatto che, matrimonio e famiglia non siano valori «peculiari della morale cattolica, ma verità elementari che riguardano la nostra comune umanità», come ha detto il Papa, è uno dei capisaldi dell'azione del "cartello delle famiglie": «Coniugi legati da un legame stabile, da un progetto di vita durevole e fecondo, sono necessari per il bene comune».

Anche le scienze sono d'accordo con Benedetto XVI nel respingere la tesi che la famiglia sia una «costruzione sociologica frutto di particolari situazioni storiche ed economiche». «È un'istituzione universale, appartiene ad ogni società che abbia la capacità di sopravvivere», assicura Pier Paolo Donati. La storia dimostra che tentare di eliminare il matrimonio e la famiglia equivale ad «un suicidio». Non sono sostituibili con altre forme, insiste il docente dell'Università di Bologna, «questo lo afferma non solo la dottrina sociale cristiana, ma anche la scienza sociale».

E le coppie gay? «Non si possono confondere questi tipi di relazioni con la famiglia. L'errore delle lobby omosessuali, infatti, è di volersi appropriare di questo ruolo». Invece il concetto stesso di coppia coniugale, evidenzia Donati, «è costruito su una polarità di due codici opposti e complementari. Come nell'elettricità, se manca questa polarità, viene meno l'energia, la capacità di generare, e non solo in senso biologico». Quindi le richieste dei gay non possono che corrispondere a rivendicazioni di diritti di tipo individuale, che hanno prevalentemente caratteristica di tipo economico. «Il diritto non si può basare su una concezione fattualista», commenta Maria Pia Baccari Vari, reduce da un "agguato", martedì, nella trasmissione "Cominciamo bene" di Rai3 proprio in tema di "unioni di fatto". La docente di Diritto romano della Lumsa è stata ad arte messa a confronto da sola con quattro entusiasti, e in qualche caso violenti, sponsor dei pacs. «Siccome sarebbero cambiati i modelli, allora bisognerebbe assecondarli? - argomenta la giurista -. Con questo criterio si può arrivare a legalizzare il furto. Non c'è più un diritto naturale? Per i giuristi romani, matrimonio e famiglia erano, invece, un caposaldo del diritto naturale. È la saggezza bimillenaria sulla quale si è costruita la nostra società, manipolare la verità e far credere alla povera gente che siano famiglia altre forme di unioni, significa mettere in gioco la democrazia e anche lo Stato sociale, perché pur di avere la pensione di reversibilità, vedrà quanti pacs di comodo si stipuleranno».

PIER LUIGI FORNARI
Avvenire
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