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La grande bottega

E voi, uomini di fantasia, di cuore e di poesia, che fate in questo mondo borghese di oggi? Vi sentite a vostro agio in questa grande bottega?


Questa frase di Victor-Prosper Considerant (1808-1893), socialista francese ha una sua forza, al di là dell'enfasi e della retorica che la condiscono. Dobbiamo, infatti, riconoscere soprattutto noi - cittadini di un pianeta ormai globalizzato e informatico - che «il mondo borghese di oggi» si è trasformato in una «grande bottega» nella quale tutto è in vendita, dalla cultura al sesso, dai cibi alle stesse religioni. Di ogni cosa si può sapere il prezzo, pur ignorandone il valore e il significato.
Aveva ragione il filosofo e psicologo Erich Fromm quando nella sua famosa
Arte di amare osservava che «la felicità dell'uomo moderno è guardare le vetrine e comprare tutto quello che può permettersi, in contanti o a rate». Adesso è «la grande bottega» di Internet a squadernarci miriadi di prodotti che, con una carta di credito, inzeppano poi la casa e la vita. Son pochi quelli che, come l'antico Socrate ad Atene, passeggiano per questo mercato virtuale così da vedere tutto ciò di cui non hanno bisogno. Di fronte a questa valanga di cose che ci seppelliscono l'anima, possiamo chiederci con Considerant: dov'è la fantasia, il cuore, la poesia, la spiritualità? Chi mai pensa oggi alla Quaresima e al suo appello alla sobrietà, al distacco, all'austerità? Chi ancora è consapevole che non di solo pane vive l'uomo ma che il suo cuore ha fame di vero amore e verità che non s'acquistano ma si conquistano?

G.F. RAVASI
Avvenire  11 marzo 2006
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