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ANZIANI, L’AGGUATO QUOTIDIANO DI DISTINTI PREDONI

La Procura di Milano ha formato un pool di magistrati che si dedicheranno esclusivamente alle "truffe seriali ai danni di anziani". Le cifre parlano, in città, di un episodio al giorno di vecchi raggirati in casa da sedicenti postini, controllori, ispettori. A Firenze c’è un numero verde per potere immediatamente accertare l’identità di chi suona alla porta dichiarandosi dipendente pubblico. Mentre ancora a Milano già quindici parrocchie hanno portato un ex dirigente di polizia in oratorio, a spiegare ai fedeli settantenni come difendersi. Silenziosa deriva delle nostre città, teatro di predonerie metropolitane all’apparenza garbate, in realtà tanto ciniche da portar via a un vecchio la pensione appena incassata. Predoni distinti e ben vestiti, spesso in giacca e cravatta, si aggirano per quartieri popolari o perbene, e più favorevolmente ora che inizia il caldo, e i palazzi si svuotano. Sanno già dove andare, hanno studiato la vittima. Parlano un buon italiano, sono gentili e rassicuranti, spesso discorrono amabilmente del tempo, o dei mali di stagione, prima che l’anziana signora rassicurata tiri fuori il portafogli a saldare un’inesistente fattura. Nella sola Milano la stima è di una truffa al giorno, ma forse sono in molti quelli che - umiliati, impotenti - nemmeno vanno a far denuncia.

E pare di intravvedere, dietro il dato di cronaca, scenari mesti di future nostre città sempre più vecchie, sempre più costellate di appartamenti in cui un uomo o una donna rimasti soli si chiudono a difendersi da strade e volti attorno che percepiscono oscuramente nemici. Vecchi - che poi saremo noi - diffidenti dietro catenacci e spioncini, inquieti al rumore dei passi sulle scale. Nella paura cui ci si potrebbe abituare, nella diffidenza di chi non sorride a nessuno. Il predone, può nascondersi dietro a ogni sconosciuto. Serviranno a noi, allora, i decaloghi per vivere sicuri quando si è vecchi e soli, che già si trovano su Internet? "Non aprire mai a nessuno se non conosciuto. Diffidare delle uniformi e dei tesserini esibiti. Munire la porta di videocitofono. Illuminare adeguatamente il pianerottolo. Inserire all’interno della porta di casa un pulsante per attivare rapidamente un allarme sonoro molto acuto. Non andare mai da soli in banca o in posta. Munirsi di telefoni con il richiamo automatico di un numero, perchè, nel panico, i numeri telefonici si dimenticano". Scenari possibili delle future città dei vecchi. E c’è chi già vive così, spaventato dai passi e dal citofono.

Ma stranamente, osservano quasi meravigliati poliziotti e servizi sociali, nonostante gli allarmi i vecchi continuano, se pure inquieti, ad aprire. A parlare del tempo e del caldo, anche con gli sconosciuti. Che alle volte sono dei ladri. Basterebbe non sganciare il catenaccio, basterebbe mandare via il visitatore. Ma pensate d’essere soli in casa tutto il giorno, per settimane. Finalmente, suonano alla porta. E pare una così brava persona. Sorride, domanda della vostra salute. Sì, certo, alla televisione hanno detto... Ma non vuoi crederci, e tale è il desiderio di parlare con qualcuno, in quel palazzo così senza echi ora che sono tutti in vacanza. Il catenaccio è sganciato, magari si offre anche un caffè allo sconosciuto - che poi se ne andrà in fretta. Con quei soldi rubati. Quasi in cambio - nell’inconfessabile, doloroso scambio - di un po’di denaro, per dieci minuti di apparente umanità.

MARINA CORRADI
Avvenire
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