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DIO A SCUDO DELL’UOMO

La visita di Benedetto XVI in Spagna è stato contrassegnata da alcuni fatti "inauditi" che riempiono il cuore del cristiano di amarezza, ma anche di un po' di sana consolazione. Chi "non aspetta" il Papa e non lo accoglie, manifesta così il suo disprezzo delle verità che egli annuncia: in "questo disprezzo", però, splende la bellezza della verità cristiana sulla famiglia, sulla relazione affettiva, sull'amore, sulla società e sulla politica. Questa verità è destinata a salvare l'umano dell'uomo, perché ne custodisce la sua realtà di persona. La proclamazione - ad alta voce, su tutti i tetti - dei «valori non negoziabili» diventa un banco di prova della profezia del cristianesimo. La profezia cristiana è oggi più chiara (splendente nella sua bellezza) quanto più è contraddetta da politiche alla Zapatero, individualiste e libertarie, causa di tante forme di alienazione dell'uomo. Aveva ragione Giovanni Paolo II nell'affermare che proprio sulla "questione dell'uomo" (questione antropologica) risiede la radice ultima di ogni questione sociale e nel fare della cultura il "luogo e il tempo" dell'impegno pastorale più grande per l'evangelizzazione. La cultura è infatti «ciò per cui l'uomo diventa più uomo», ma è in essa che l'uomo si perde ed entra in crisi: là dove la vita è distrutta e non rispettata; là dove l'amore partecipativo tra le persone è vinto dall'egoismo degli individui e dei gruppi sociali; là dove la verità dell'azione è compromessa dall'utilitarismo e dal pragmatismo che puntano al successo immediato, senza alcun senso di responsabilità per gli altri. Benedetto XVI ripropone - sulla scia di Wojtyla - una strenua difesa della persona umana: da qui tutte le critiche non solo sulle questioni della famiglia, ma anche sui tanti problemi relativi ai singoli, agli individui, alle coscienze. Come "Vescovo di Roma", ogni Papa sa di parlare a nome della Chiesa universale e del Vangelo. Sa, però, che il Vangelo, annunciato in forme e linguaggi sempre nuovi - attesi i grandi trapassi culturali nelle singole epoche storiche -,custodisce l'umano, spesso offeso proprio dall'uomo. Il cristianesimo è religione dell'evento di un Dio fattosi carne. È al servizio della salvezza integrale dell'uomo, che Cristo mostra: Ecce Homo. L'uomo è persona, creato da Dio, secondo la sua immagine e somiglianza, con diritti inalienabili: alla vita, alla crescita armonica in una famiglia unita e in un ambiente morale che aiutino lo sviluppo della sua personalità. L'uomo è persona e lo è nel dono di sé, fondamento di una convivenza solidale e pacifica tra persone e tra i popoli. Dio è principio della salvaguardia della persona nell'uomo, che ne impedisce la manipolazione, lo sfruttamento, la mercificazione, la riduzione a un «semplice essere vitale» tra i tanti esseri esistenti. E' questa la "bellezza difficile" del cristianesimo, ma è la bellezza che salva il mondo. Essa splende sempre. Anche in "certo disprezzo" che può diventare oggi l'occasione propizia, il "tempo favorevole", per mostrare al mondo l'Ecce Homo.

ANTONIO STAGLIANÒ
Avvenire  13 luglio 2006
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