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APPROFONDIMENTI
DIRE E FARE

Il bambino presta più attenzione a quello che un insegnante fa rispetto a ciò che dice”.

Qualcuno mi dirà che non ci voleva lo psicologo statunitense Kurt Lewin (1890-1947) – famoso studioso dei comportamenti interpersonali, soprattutto nei confronti dei bambini, e sostenitore della «teoria del campo» o spazio vitale che condiziona il nostro agire – per affermare un’esperienza evidente com’è quella proposta nella nostra citazione. Sta di fatto, però, che questa verità pratica è spesso disattesa, proprio a partire dagli educatori, siano essi gli insegnanti o siano i genitori. È del tutto inutile investire il ragazzo con una serie di reprimende e di moniti e poi ostentare senza imbarazzo comportamenti dissonanti rispetto a quelle parole. Che senso ha sgridare il bambino perché compie gesti scorretti coi compagni, per strada, nella vita quotidiana e poi violare noi senza pudore le norme elementari del vivere civile?
Il tema della testimonianza e della coerenza non sarà mai a sufficienza ribadito sia in ambito civico sia nell’orizzonte religioso. Come non ricordare la variante sull’argomento suggerita da Gesù nei confronti del cattivo esempio delle autorità di allora: «Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno» (Matteo 23, 3)? La stessa religiosità autentica non si fonda su un ripetere «Signore, Signore» o su un’invocazione emessa a fior di labbra, ma nel compiere la volontà divina, anche quando essa ti colpisce negli interessi. Aveva ragione uno scrittore francese, vissuto tra l’’800 e il ’900, Paul Bourget: «Bisogna vivere come si pensa, per non finire a pensare come si è vissuto».

G.F. Ravasi
Avvenire  10 marzo 2007
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