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AGOSTINO, SANTO DELL’ETÀ GLOBALE

Domenica 31 e lunedì 1, su rai uno, in prima serata

 

Agostino di Ippona domenica e lunedì ritornerà sul piccolo schermo in due puntate (il Papa le ha viste in anteprima). Non soltanto: è già con tutti i suoi scritti in rete. La casa editrice Città Nuova, promotrice dell’iniziativa, ha da poco terminato la pubblicazione completa del testo e della traduzione in oltre 70 volumi; ora sono in corso gli indici e le opere attribuite. Ci saranno poi i complementi iconografici e altro che è allo studio. È una mole di oltre 50 mila pagine, che ha coinvolto più di ottanta studiosi. Per farsene un’idea, Agostino è come se avesse scritto 100 volte la Divina Commedia con le necessarie chiose e 300 volte I promessi sposi. In questo oceano di cultura le celebri Confessioni assomigliano a una capocchia di spillo.

Non è esagerato credere che Agostino sia il genio del cristianesimo: nei suoi scritti è passata quasi ogni idea della Chiesa e le sue pagine hanno filtrato il patrimonio antico. È altresì vero che l’immensa opera del santo ha lasciato traccia in Heidegger o Einstein, ha ispirato Lutero e anche molta Riforma cattolica; Voltaire lo compulsava minuziosamente per confutarlo (su una pagina di Agostino nasce la celebre battuta: «Avete letto i Padri della Chiesa? Sì, ma me la pagheranno!») e persino i libertini lo hanno utilizzato quale modello per conoscere meglio il proprio io, come sottolinea il fascinoso saggio di Laurence Tricoche-Rauline, Identité(s) libertine(s) (Honoré Champion, Parigi 2009). I mistici lo hanno venerato, i Papi studiato (in particolare Benedetto XVI), un romanziere quale Julien Green affermava: «Sant’Agostino non delude mai... è sempre in anticipo sui tempi in cui si legge». Karl Jaspers ne I grandi filosofi (Longanesi) lo colloca tra i creatori del pensiero occidentale, insieme a Platone e Kant.

Dunque, Agostino online. Abbiamo incontrato, per meglio focalizzare l’evento, Remo Piccolomini, attuale direttore della Nuova Biblioteca Agostiniana, Franco Monteverde, redattore dei volumi nonché artefice degli indici, e Lorenzo Boccanera, ingegnere elettronico di Tolentino, curatore tecnico del sito. All’indirizzo www.augustinus.it è possibile scegliere oltre l’italiano, l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco. Vi sono due motori di ricerca che consentono una navigazione nel testo simile a quella che Google propone con le notizie. Il tutto si va perfezionando e arricchendo di giorno in giorno: partì nel 2000 e nel 2005 si arrivò a 100 mila contatti; per quest’anno se ne prevedono 3 milioni (tra l’altro non si dimentichi che, sino al 1986, le opere di Agostino venivano ancora stampate dall’editrice Città Nuova di Roma in piombo).

Se Lorenzo Boccanera si considera un «amanuense moderno», Franco Monteverde legge e rilegge continuamente l’opera del santo. Ha cominciato a costruire gli indici con i mitici foglietti e gli schedari sul tavolo (come facevano i catalogatori sino a qualche lustro fa) e ora procede con gli strumenti più avanzati. Non ha dubbi: «Agostino sa spiegare le grandi verità della fede anche agli analfabeti. È sempre sorprendente, anche se lo si rilegge più volte. E poi attira e conduce con amore chi lo interroga, quasi prendendolo per mano». Remo Piccolomini, che ha raccolto la grande eredità di Agostino Trapè — fondatore del progetto editoriale nel 1954 e uno dei grandi studiosi dell’opera del Padre della Chiesa — confida: «Agostino non è un autore qualsiasi. In lui si trova tutto: c’è il giovanotto che conosce un’esistenza brillante e c’è il santo; è un cittadino del mondo e non soltanto un colto, inoltre è moderno perché le sue pagine lo fanno sentire ancora vivo nelle idee. Papini sosteneva che è uno degli uomini che non riescono a morire».

Va anche detto che l’impresa di Città Nuova non ha eguali al mondo. Gli spagnoli hanno tentato qualcosa di analogo, ma l’edizione della Bac (Biblioteca de autores cristianos) manca di sussidi, indici, non prevede l’iconografia e la cura non può certo gareggiare con l’incredibile apparato di note che si trova nell’italiana. Inoltre l’Agostino online sta offrendo suggerimenti: si può capire qual è l’argomento più cercato e quello che vale la pena approfondire per la sua attualità, si possono organizzare controlli sull’opera che mai furono possibili con la sola memoria umana e si riescono perciò a chiarire non pochi punti dell’immenso lascito. Che è importante per teologia, filosofia, storia e letteratura, senza contare che nemmeno la politica può permettersi il lusso di ignorarlo.
ARMANDO TORNO
Corriere della sera  28 Gennaio 2010
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