ARCHIVIO
APPROFONDIMENTI
FIN DA SUBITO

Nessuno di noi potrebbe dire quando abbia cominciato a credere in Dio, e perché, e in quale Dio. Quel Dio nel quale crediamo è rimasto forse il Dio dell’infanzia, un Dio che, adulti, abbiamo rimosso con la stessa pertinace abilità con cui abbiamo imparato a rimuovere l’immagine della morte? Due ombre oscure del nostro inconscio, due buchi neri ai quali giriamo attorno facendo bene attenzione a non cadervi dentro. Nella nostra ingenuità siamo arrivati a credere che l’agguato di Dio coincide con quello della morte e, pertanto, sia rimandabile fino a quell’ultimo momento in cui decideremo una volta per tutte. Come se la fine della vita possa dare più chiarezza di quanta non ne possano dare i giorni della vita stessa. Ma non è così. Gli agguati di Dio battono altre strade. Basterà per un attimo sospendere le nostre fanciullesche paure per accorgersi che cedere agli agguati di Dio è l’unico rimedio per neutralizzare gli agguati della morte. O, almeno, per liberarsi dalla loro paura. Così come una paura più grande vince una paura più piccola. Poiché grande è la paura di Dio. Decidere di credere vuole dire, infatti, cambiare fin da subito il senso della nostra esistenza, mentre ancora scorrono i giorni della nostra vita.

FERRUCCIO PARAZZOLI
Avvenire  18 Marzo 2010
torna indietro  versione stampabile