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APPROFONDIMENTI
EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE
“Non abbiate paura” di impegnarvi “per un futuro più luminoso per tutti”. Sono i giovani i protagonisti del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace. A loro si rivolge con parole di speranza e incoraggiamento: “Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi”, “vi segue e vi incoraggia” offrendovi la possibilità di incontrare Gesù Cristo. Il Papa è consapevole delle preoccupazioni manifestate da molti giovani “in questi ultimi tempi in varie regioni del mondo”. E’ importante, scrive, che “questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della società”. La Chiesa, ribadisce, “guarda ai giovani con speranza” e li incoraggia “a ricercare la verità” e a “difendere il bene comune”. Il Papa invita dunque i ragazzi di tutto il mondo a guardare “con maggiore speranza al futuro” e ricorda loro che “non le ideologie salvano il mondo”, ma il Dio vivente che è Amore. “Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà – è l’esortazione del Pontefice – e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi”. Il Papa chiede ai giovani di “essere di esempio e stimolo per gli adulti” sforzandosi di “superare le ingiustizie e la corruzione”. E esorta i responsabili politici ad “offrire ai giovani un’immagine limpida della politica come vero servizio per il bene di tutti”. Il Messaggio volge poi l'attenzione alla necessità di educare alla verità e alla libertà. L’uomo, scrive il Papa, “porta nel cuore una sete di infinito”, perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. E avverte che, “solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà”. Questa, tiene a precisare, “non è l’assenza di vincoli o il dominio del libero arbitrio”. E mette in guardia dall’“assolutismo dell’io”, dalla “massiccia presenza” del relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie”. Il “retto uso della libertà – soggiunge – è dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace”. Occorre poi “educare alla giustizia” in un mondo che ricorre solo “ai criteri dell’utilità, del profitto e dell’avere”. E rileva che oggi “certe correnti della cultura moderna, sostenute da principi economici razionalistici e individualisti hanno alienato il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti”. La pace, scrive il Papa, “è frutto della giustizia ed effetto della carità”. E’ “dono di Dio”, ma anche “opera da costruire”. Per essere veramente operatori di pace, conclude il Messaggio, dobbiamo educarci “alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità” e ad essere vigili e attivi nella comunità per “destare le coscienze sulle questioni nazionali e internazionali”.
Benedetto XVI
Il messaggio per la Giornata della pace 2012  1° gennaio 2012
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